17 aprile 2013

Callisto e l'inganno di Zeus

Secondo Esiodo, Callisto era una ninfa compagna di caccia della dea Artemide, divinità in onore della quale la giovane aveva fatto voto di castità.
La virtù di Callisto però venne presto insidiata da Zeus in persona il quale, venuto a conoscenza della decisione del voto della ninfa e della sua testardaggine nel non voler cedere alle lusinghe del genere maschile, non esitò ad ingannarla nel peggiore dei modi. Assunte infatti le sembianze di Artemide, Zeus riuscì a consumare un incontro d'amore con Callisto e persino ad ingravidarla.
Per la povera ninfa non trascorse molto tempo prima di non poter più nascondere quella dolce attesa e, in occasione di un bagno al quale prese parte anche la dea Artemide, Callisto non poté fare a meno di spogliarsi svelando in tal modo il ventre.
Artemide, alla scoperta di quella gravidanza e del voto tradito, reagì punendo duramente la giovane ninfa che venne trasformata in un'orsa.
A questo punto finalmente Zeus fu mosso a compassione e per rimediare parzialmente alle sue colpe e al danno arrecato a Callisto, la accolse in cielo in qualità della famosa costellazione dell'Orsa Maggiore. Dopo il parto poi, il capriccioso re dell'Olimpo affidò Arcade, il figlio che Callisto diede alla luce, a Maia, madre di Ermes.
Esistono alcune varianti di questa stessa storia e una, ad esempio, è quella di Ovidio secondo cui fu Zeus stesso che, dopo aver consumato la notte d'amore con la ninfa avvolto in una nuvola, trasformò Callisto in un'orsa per scongiurare la rabbiosa reazione di Era, la gelosa e vendicativa consorte. Altre versioni vogliono che sia stata Era la vera artefice della metamorfosi di Callisto e altre ancora narrano che Zeus, per circuire la ninfa, non assunse le sembianze di Artemide bensì di Apollo.

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