7 giugno 2012

La signora Dalloway di Virginia Woolf: trama e tecnica del flusso di coscienza

Pubblicato nel 1925, "La signora Dalloway" (titolo originale Mrs Dalloway") è un romanzo scritto da Virginia Woolf in cui l'autrice ha modo di misurarsi con la tecnica avanguardista del flusso di coscienza, artificio  letterario che verrà adoperato anche da James Joyce pur se con esiti ancora più estremi.
L'opera narra la vicenda, per l'appunto, della signora Clarissa Dalloway, una londinese altoborghese molto malata che sente che la propria vita sta per giungere al termine.


Come reazione a questa drammatica consapevolezza, la signora Dalloway decide di organizzare una festa memorabile, un ricevimento maestoso cui far prendere parte amici e familiari con lo scopo di renderli tutti testimoni della sua irriducibile voglia di vivere.
La donna infatti penserà personalmente a tutta l'organizzazione necessaria per il grande giorno, senza lasciarsi sfuggire il benché minimo dettaglio, facendo in modo che la festa riesca alla perfezione. E nell'occuparsi dei preparativi, Clarissa avrà tutto l'agio di distogliere la mente dal pensiero fisso della malattia ma anche di ricostruire tutti gli avvenimenti più significativi della propria esistenza.
Proprio grazie all'artificio del flusso di coscienza, il lettore segue le correlazioni mentali della protagonista e si ritrova ad essere catapultato da un avvenimento all'altro fino alla totale ricostruzione della parabola di vita della signora Dalloway. 
In particolare, si incroceranno con la vicenda personale di Clarissa anche i coniugi Septimus e Rezia Warren Smith, personaggi che seppur mai incontrati durante l'arco narrativo, riemergono vitali e vigorosi dal flusso di coscienza della donna. 
Finché alla vigilia della festa, una notizia funesta incombe sulla perfetta riuscita del ricevimento: Septimus Warren Smith ha posto fine alla propria vita, suicidandosi. A quanto pare l'uomo di ritorno dalla guerra aveva progressivamente cominciato a rinchiudersi in se stesso fino a perdere completamente i contatti con la realtà. Ma nonostante Clarissa senta di poter capire le ragioni profonde di quel gesto estremo e disperato, ella sente comunque di voler rimanere a galla, senza farsi sopraffare dalla malattia e dalla voglia di arrendersi. 
La festa può avere dunque inizio esattamente secondo i propositi e le aspettative che l'avevano ideata.
Ampio spazio dunque viene dato alla contrapposizione tra gli impulsi distruttivi di Septimus e la voglia di vivere di Clarissa, sentimenti scandagliati grazie proprio alla tecnica del flusso di coscienza che permette alla Woolf una straordinaria profondità psicologica, una analisi dettagliata dei più reconditi meccanismi del pensiero della donna dando risalto in tal modo alle più impercettibili e mutevoli facce della percezione della signora Dalloway.

(Foto di Wolf Gang - Flickr)
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2 commenti:

  1. Grande forza di carattere per organizzare una festa sapendo di essere in fin di vita
    Monica C.

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  2. La tragedia nella tragedia... allegriaaaaa ;-)

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