30 marzo 2012

Eva di Giovanni Verga: trama e contesto

Il precedente romanzo scritto da Giovanni Verga - "Storia di una capinera" - ha dimostrato di essere ancora fortemente ancorato e fermo sulle atmosfere e gli ideali dei romantici, in special modo con riferimento al sentimento amoroso. 

L'opera milanese dello scrittore invece, intitolata "Eva" e pubblicata nel 1873, parte da quei presupposti per dimostrare come le aspirazioni romantiche siano sempre destinate a scontrarsi con la realtà, come gli ideali e i sogni d'amore siano fondamentalmente irrealizzabili e come questi debbano necessariamente misurarsi con i i meccanismi della quotidianità, della ragioni economiche, del caos cittadino, della alienazione della modernità.

La vicenda narrata infatti ha per protagonista un giovane romantico costretto ad assistere al fallimento di tutti i propri ideali e alla vittoria di una implacabile e crudele modernità.
In "Eva" inoltre si trova il topos della "ballerina", simbolo prediletto di un artista che - come lo scrittore moderno - è costretta ad esibirsi secondo i gusti del pubblico, secondo le logiche del ritorno economico tradendo sostanzialmente l'arte e i suoi alti ideali.

Trama
Enrico Lanti è un giovane artista di origini siciliane che, giunto a Firenze per trovare fortuna, fa la conoscenza di Eva, una ballerina ammaliante che tra sfarzi e artifici vari ha trovato il modo per far breccia nel cuore del pubblico. 

Innamoratosi della giovane, Enrico, in perfetto stile romantico, le propone di fuggire via da quel mondo finto di luci e lustrini per costruire una esistenza a parte, tutta loro, fattoa di miseria ma anche e soprattutto di autenticità.

Il sogno d'amore della coppia però è costretto a fare i conti con le dure regole della realtà, con la mancanza di denaro, con le scadenze da pagare, con il fallimento e con l'esclusione sociale. Enrico ed Eva così si separano.

Dopo la rottura, entrambi riprendono a seguire il loro personale sogno artistico ma pur di vivere della loro "arte" sono costretti a scendere a compromessi con il volgare e grossolano gusto del pubblico.

Il destino però ha in serbo per loro un altro incontro ma nessun esito felice. Eva si rifiuta di riprovare a ricostruire una relazione ed Enrico finisce addirittura con l'uccidere il compagno della donna.

Falliti dunque il sogno d'amore e quello artistico, Enrico torna ammalato nella sua Sicilia, mondo che si presenta ancora arcaico, lontano dalla imperante e dilagante modernità delle metropoli del nord. Qui troverà la morte, circondato dall'affetto sincero e autentico dei propri cari.
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3 commenti:

  1. ma sempre amori contrastati e povertà dilagante! ma poveretti...
    monica c.

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  2. Gli amori contrastati hanno riempito pagine di storia e di libri

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  3. Sì, più scrivo trame e più mi rendo conto che "e vissero felici e contenti" accade moooolto di rado!

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