1 gennaio 2012

L'idea del tempo nel Medioevo

In maniera analoga alla concezione dello spazio analizzata in precedenza, anche la concezione del tempo in epoca medievale è strettamente connessa ad una tipica mentalità prescientifica.
Il tempo in particolare è quello scandito dai cicli della natura e dai momenti fondamentali di una giornata, ma anche quello della Chiesa e dei cadenzati rintocchi delle campane, il cui suono dà il ritmo al presente.
Per l'uomo medievale infatti il tempo non è legato ad alcuna idea produttiva o economica, egli vive unicamente nel e per il presente, senza nessuna idea di progresso o di evoluzione, senza sospettare nemmeno nella possibilità di miglioramento della razza umana.
Anzi all'idea di futuro è legata solamente la certezza della fine del mondo. Questa, del resto, si riteneva che fosse prossima, ultimo compimento del grande ed imperscrutabile disegno di Dio.
Per l'uomo medievale dunque il tempo, esattamente come lo spazio, non è una realtà tangibile né misurabile, ma unicamente catalogabile come espressione di un progetto divino prossimo ed insondabile. Il passato e il presente, in questa ottica, si fondono insieme perchè se le gerarchie terrene corrispondono a quelle celesti, esse sono immodificabili, perenni, assimilabili all'eternità.
Chiaro esempio di questa mentalità e di questa specifica concezione del tempo è la tendenza dell'arte pittorica del periodo, rappresentata da opere in cui al centro del racconto non v'è alcuna storia dotata di inizio e di fine, ma una simultaneità di scene poste tutte sullo stesso piano temporale. Analogamente, in letteratura si tende a scrivere di storie universalmente valide, godibili anche fuori da alcuna concezione di tempo e spazio, come per le storie dei santi e degli eroi.


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(Foto di Topastrodifogna - Flickr - CC)

2 commenti:

  1. Argomento interessante... buon inizio d'anno : )

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  2. Grazie Lisanna. Buon anno anche a te!!! :)

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