21 gennaio 2012

Il romanzo realista di Honoré de Balzac: Eugénie Grandet

Decisamente orientato verso un realismo più sociale è il romanzo balzacchiano.
Scrittore reazionario, cattolico e sostenitore della restaurazione della monarchia in Francia, Honoré de Balzac ha sempre mostrato particolare interesse per lo studio dei vari ambienti sociali. In special modo, nei romanzi dell'autore, la lente di ingrandimento viene posta sul rapporto tra l'individuo e l'interesse economico, riconoscendo nel denaro - in chiave sarcastica - la molla che fa mettere in moto la società, in cui tutto o quasi ormai è destinato ad essere volgarmente mercificato.
Così accade ad esempio nel romanzo "Le illusioni perdute", in cui Balzac si sofferma sulla mercificazione dell'arte, o in "La cugina Betta", basato sulla mercificazione del corpo femminile o ancora in "Eugénie Grandet", in cui il romanziere analizza il tema del denaro e dell'avarizia attraverso la storia della complicata relazione tra un padre e una figlia.
Trama
Pubblicato nel 1833, "Eugénie Grandet" è un romanzo breve che Honoré de Balzac costruisce sulla contrapposizione tra il mondo dei sentimenti puri, altruistici e autentici rappresentato dalla figlia Eugénie, in opposizione al mondo dell'interesse economico rappresentato dal padre Grandet.
Questi infatti è un uomo ricchissimo ossessionato dalla logica dell'accumulo di denaro e del risparmio, tanto da far vivere in condizioni di ristrettezza economica la moglie e la figlia. Il contrasto tra padre e figlia è in effetti irriducibile.
La vicenda prende avvio in seguito al fallimento del fratello di Grandet il cui figlio, Charles, decide di trasferirsi in casa dello zio. Eugénie si innamora subito del cugino tanto da mettergli a disposizione tutti i propri risparmi pur di aiutarlo. Ma mentre la giovane spera in un lieto fine dei sentimenti, il padre Grandet spera nella possibilità di poter trarre profitto dalla unione tra la figlia e il nipote. 
Charles intanto parte per l'India, con la promessa di prendere in moglie Eugénie al suo ritorno, promessa che però egli non manterrà preferendo alla giovane figlia di Grandet, una ricca nobildonna che dà piena soddisfazione alla sua sete di denaro e benessere economico.
Amareggiata e delusa, Eugénie a quel punto, deciderà di sposare un anziano con la promessa che il matrimonio non venga mai consumato. Alla morte del marito, poi, la giovane avrà tutto l'agio di dedicarsi alla beneficenza.

(Foto di CdrummBks - Flickr)
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4 commenti:

  1. Mi fa piacere... è un grande! :)

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  2. Confesso: è un autore che manca nel mio elenco di autori classici. Un buco che devo assolutamente riempire. Grazie per avermelo rammentato.
    Monica C.

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  3. Eugénie Grandet mi manca, non lo conoscevo! :D

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