30 novembre 2011

Il cavaliere nel Medioevo


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Nel periodo in cui il potere feudale nasce da una violenza di base ed è solo un potere di fatto, la figura del cavaliere si inscrive come professionista, spesso brigante o fuorilegge, capace di combattere a cavallo e di dimostrare fedeltà e coraggio al proprio signore.
Con l'avvento dell'anno Mille, il potere feudale acquisisce legittimazione di diritto e comincia ad essere appoggiato da leggi e consensi sempre più ampi. In questo mutato quadro, dunque, anche la figura del cavaliere subisce una profonda evoluzione tanto che dal cavaliere predone si passa al Miles Christi, ovvero soldato di Cristo.

Questa nuova figura viene ad assumere un ruolo di primaria importanza nellla lotta contro le turbolenze del periodo, in difesa dei valori religiosi e dei più poveri. E proprio da questi mutati presupposti si assiste alla nascita degli ordini religiosi cavallereschi, come i Templari e i Cavalieri di Malta, considerati veri e propri santi combattenti chiamati alla difesa dei cristiani ma anche alla conquista di nuove terre.
--> Questo è esattamente il modello incarnato dagli eroi e dai protagonisti della Chanson de Roland, poema in cui il termine "cavaliere" compare per la prima volta con lo specifico significato di "vassallo" votato alla completa fedeltà nei confronti del proprio signore, tracimante valori e virtù e la cui morte in battaglia è meritevole del Paradiso.
Tuttavia, la figura del cavaliere è destinata a subire ulteriori evoluzioni nel corso del tempo. A partire dal XII secolo, infatti, si assiste alla crisi del ceto guerriero per cui molti cavalieri e soldati senza terra nè signore cominciano a cercare asilo e protezione economica all'interno delle corti in cui all'etica del vassallaggio feudale si sostituisce quella dell'ideale cortese. In pratica, si abbandona il culto della guerra che lascia ampio spazio al culto dell'amore cortese. I nuovi valori del cavaliere dunque diventano la nobilità d'animo, la liberalità e la cortesia: nasce così la figura del cavaliere-poeta.
Le opere letterarie incentrate su questa nuova figura infatti ritraggono protagonisti mossi all'azione dall'amore e non più da motivi religiosi o bellici. Quindi, da un eroe come Orlando si passa ad un altro eroe, solitario ed individualista, come Lancillotto.

(Foto di Psicologia Clinica - Flickr - CC)

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